Cabina Insonorizzata Fai Da Te

Posto questa serie di articoli per mostrare come ho realizzato – dalla analisi degli spazi disponibili passando per la progettazione e infine alla realizzazione – una cabina “insonorizzata” per la ripresa microfonica di voci, strumenti acustici e chitarra elettrica.
Soprattutto questa cabina ha lo scopo di creare un ambiente “asciutto” per le registrazioni “attenuando” il più possibile il disturbo verso l’esterno, per quanto il disturbo sarà molto limitato nel caso di voce e strumenti acustici. Più critico sarà verificare alla fine se si avrà una buona attenuazione in fase di registrazione della chitarra elettrica per la quale si dovono sostenere volumi medio alti per pilotare un segnale decente che sia in grado di catturare “la botta” dell’ampli.

Questo lo faccio ovviamente nella speranza che qualcuno possa trarre ispirazione per realizzare il suo personale angolo di ripresa, qualora fosse in cerca di idee.

Inizialmente avevo pensato che avrei contemplato nella “imbottitura” interna anche la famosa gomma “piombo” (che non si fa più di piombo data la sua tossicità, vedi mappysilent per approfondimenti) che come noto ha un alto potere attenuante sulle frequenze medio-basse.
In un ambiente ristretto come quello della cabina in esame, però, cioè consistente in un box di cm 150 x 150 x 200, da una ricerca ho constatato che non sarebbe consigliabile poiché determinerebbe un rimbombo delle basse frequenze che rimanendo “intrappolate” dentro la cabina sarebbero difficili da gestire.
Ho preferito perciò escludere il mappysilent dal progetto (in fase di continuazione dei lavori).

L’idea consiste nello sfruttare un angolo disponibile di casa e costruire due pareti fatte di pannelli “tamburati” (imbottiti di lana di roccia), una pedana e un tetto.

Soprattutto l’idea era anche quella di farla con meno soldi di quello che costerebbe una cabina bell’e pronta. Ovviamente.

Per un sacco di tempo mi stavo rodendo l’anima su come realizzare questa cacchio di cabina.
Partendo da una struttura-gabbia di legno, oppure una struttura di cartongesso. Versioni corroborate a lungo ma poi abortite.
Alla fine lo spunto l’ho trovato da mio cognato (che è falegname) che non ne poteva più di sentirmi parlare di cabine, suggerendomi i pannelli tamburati imbottiti di lana di roccia: leggeri, solidi e decentemente audio attenuanti.
Così ho deciso di mettermi a lavorare seriamente, e stavolta in via definitiva, al progetto.
Il progetto l’ho disegnato con Google SketchUp e chi vuole può scaricarselo cliccando non qui ma qua.

Per il protocollo anti-tdm (trucco del mestiere) del gdfclub cercherò di indicare tutti i passaggi per la realizzazione, inclusi i prezzi sostenuti (se non avete un cognato falegname immagino che dovrete considerare un extra per la realizzazione per i tre pannelli tamburati: i due laterali e il tetto). Per le cose che ometterò potete inviare una mail a segreteria@gdfclub.it e posterò la risposta nel più breve tempo possibile.
Ho anche fornito a mio cognato (di seguito “falegname”) un video guida per un approccio più “mediatico” al progetto fornitogli, e anche nell’ottica dei post che avrei realizzato successivamente su questo sito.
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Fasi del progetto:

1. Individuazione della locazione dove andrà la cabina, e calcolo della disponibilità dello spazio disponibile
2. Decisione delle dimensioni della cabina (ingombro esterno) in considerazione del punto 1
3. Progettazione con un programma 3D per una migliore visione d’insieme del progetto e per facilitare il compito del falegname
4. Realizzazione materiale con modifiche eventuali per ovviare a problematiche contingenti e peculiari

Nella prossima puntata vedremo le fasi realizzative della struttura “esterna”, in un simpatico video-report casereccio, e il dettaglio delle prime spese.

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